Gwen Thompson è una bambina bionda e sorridente. Sfrotunatamente il papà ha abbandonato la sua famiglia, la mamma ha perso il lavoro e così la povera piccola è costretta a vivere in auto.
Di storie così, ahimè, oggi se ne sentono a bizzeffe. Tutto normale (una normalità brutta e disagiata) se non fosse che la bambina in questione altro non è che una bambola!
Prodotta dalla Mattel, conscia ormai che il rosa shocking e le mise da donna in carriera di Barbie non sono certo adatti all’annata terribile della crisi economica, ha rinnovato il suo impegno sociale sfornando una bambola dalla vita difficile.
Gwen è prodotta dalla ‘American Girl’, proprietà della Mattel. In realtà la bambola ‘regina’ di questa collezione è Chrissa, protagonista anche di un serial TV. Tra i suoi amici c’é la senzatetto Gwen, vittima della difficile situazione familiare e presa di mira dai compagni di classe. Ed è proprio Chrissa a salvarla dal bullismo imperante diventando sua amica.
Oltre a una storia struggente Gwen ha in dote, come ogni bambola che si rispetti, una serie di accessori. Look da orfanella e abitini semplici ma con stile.
Ma Gwen non è l’unica. C’è Kit, altra bambola della ‘American Girl’ e anche il suo papà ha perso il lavoro. Oppure Molly che è in guerra, e non una guerra qualsiasi: parliamo della Seconda guerra mondiale. [Molly fa parte di un'altra linea della 'American Girl', quella dei 'personaggi storici']. Tutte fanno parte di un progetto che vuole sensibilizzare le bimbe assuefatte alle perfette Barbie e normalizzare quelle storie di abbandono e di famiglie difficili raccontate in TV. Non solo telegiornali: anche le bambole possono raccontare la realtà.
… d’altronde la fantasia dei bambini e delle case produttrici di giocattoli non ha limiti …

