Scrivere una canzone di successo implica ingegno, scaltrezza, umiltà, legegrezza, in dosi difficilmente quantificabili a tavolino. Quante volte è capitato che canzoni predestinate a scalare le classifiche di vendita siano passate totalmente inosservate, al contrario di altre su cui nessuno avrebbe scommesso?
C’è un mistero che avvolge il “tormentone” e intorno a questo mistero si concentra il breve saggio di Peter Szendy, filosofo francese, intenzionato a far luce su quel “non so che” capace di penetrare nella coscienza collettiva con la tenacia di un tarlo e parlare a ciascuno di noi come se fossimo gli unici destinatari del messaggio.
Szendy si chiede:
“Come può un motivetto qualunque, un semplice motivetto che sembra provenire da ovunque e nessun luogo, accompagnare la nostra vita fino a costruire l’incomparabile colonna sonora? Come può accordarsi all’unicità di ciascuno di noi, farsi il portatore o il depositario delle nostre incomparabili passioni, iscrivendosi al tempo stesso nella circolazione e nello scambio generale dei clichés?“
Per rispondere a questa domanda Szendy affronta un’affascinante ricerca a tutto campo. Scomoda il tema della “ripresa” di Kierkegaard, le categorie kantiane, la flanerie di Benjamin, il cinema di Hitchcock e quello di Fritz Lang, cita Freud e Marx, svelando sotto l’apparente superficialità del tormentone una sorta di significati insospettabili a un ascolto distratto, primo fra tutti la sua assoluta autoreferenzialità. Come nel caso di Un air comme ça, vecchio brano di Boris Vian, uno dei primi tormentoni dell’era moderna, in cui è il testo stesso, messo in scena da un lui e una lei che si incontrano per caso in strada a Parigi, a indicare gli ingredienti della canzone di successo, creando così una sorta di proprio doppio. Un escamotage stilistico che ritroviamo in parecchie hit, compresa la nostrana Parole, parole, parole, dove il serrato botta e risposta di Mina e Alberto Lupo maschera il conflitto tra parola recitata e canto. Conflitto che si risolverà con una vittoria schiacciante della melodia , decretando una volta per tutte la vera essenza del tormentone.
Peter Szendy - Tormentoni! La filosofia nel juke-box. ISBN.
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Fonte: RN, Settembre 2009.

