Gli artisti si sfidano sui muri grigiastri per trasformali in visioni. A Londra un tunnel diventa galleria e a Parigi, all’angolo fra due vie, nasce un quadro “en plein air” .
A Londra imperversa BANKSY (http://www.banksy.co.uk/) che ha riempito oltre alla “City” anche mezzo mondo con la sua Guerrilla Art, da Bristol a New York, passando per il muro che divide Israele e Palestina. “Non posso credere che voi deficienti compriate veramente questa merda”, così ha detto Banksy ai compratori dopo aver saputo che i suoi lavori erano stati venduti a centinaia di migliaia di sterline !!! è noto inoltre per aver piazzato di nascosto opere dissacranti nei più prestigiosi musei del pianeta (il MoMa e l’American Museum of Natural History a New York, il British Museum a Londra e il Louvre a Parigi). Se mette in vendita qualcosa sul web, il sito collassa a causa delle stermiante richieste. Ciò che lo rende così celebre è l’identità tenuta segreta fin dall’inizio della sua attività. Banksy si è fatto notare nel ‘98 quando ha organizzato insieme al suo amico Inkie la prima collettiva “Walls on Fire” a Bristol. Nel 2002 si è arrampicato all’interno della gabbia dei pinguini nello zoo di Londra dove ha scritto a caratteri cubitali “Siamo Stufi del Pesce”. Nel 2004 ha emesso una serie di banconote con la principessa Diana al posto della Regina (http://farm4.static.flickr.com/3462/3742987364_f9a649d66f_m.jpg). Nel 2006 ha sostiuito più di 500 copie di cd di Paris Hilton nei negozi di musica inglesi. Le copie firmate da Bansky mostrano l’ereditiera con una testa di cane e hanno i titoli delle canzoni stravolti (http://video.google.it/videosearch?sourceid=navclient&hl=it&rlz=1T4HPNN_itIT326IT326&q=paris+hilton+banksy&um=1&ie=UTF-8&ei=SRfPSrKSMYKF_Aba0rXZAg&sa=X&oi=video_result_group&ct=title&resnum=1#). Nel 2007 viene premiato con l’ “Art’s Greatest Living Briton” e come previsto, non si è presentato alla consegna del premio in questione.
Parigi. “Fare qualcosa di illegale su qualcosa di illegale: è questo l’aspetto più interessante della mia attività”. Così Thomas Schmitt, in arte Tom Tom, trentenne parigino, descrive il suo lavoro iniziato nel 2000 quando nella città si respirava l’ “Internet delirium” ovvero quell’asfissiante e onnipresente attenzione pubblicitaria al fenomeno Internet in ascesa. Ed è proprio la pubblicità il movente di Tom Tom che, taglierino alla mano, ha deciso di rivoluzionarla facendola a pezzi. Tom Tom passa dalla reinterpretazione alla creazione e istituisce, con l’aiuto di Jean Faucher, artista di strada degli anni ‘80, un luogo di incontro e confronto tra artisti, collocandolo sotto un’affissione pubblicitaria di 3 metri per 8 che da quel momento prende il nome di “le M.U.R.”. Dal 2002 si sono alternati più di 45 artisti. <<Uno spazio per il pubblico che non solo fisicamente vede ma empaticamente sente il cambiamento in atto>>, racconta Tom Tom. <<Confondere la street art con la cornice: è questo l’aspetto più importante del progetto perchè in questo modo l’artista di strada viene contaminato e “classicizzato”, deve reinventare lo spazio e se stesso>>.
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Fonti: Velvet, Marzo 2009.








